Cos’è il BDSM? Scopriamo il significato di questo acronimo

Il BDSM

Spesso incontriamo la sigla BDSM, che attira la nostra attenzione, senza sapere esattamente di cosa si tratta. Vediamo quindi insieme cosa vuol dire in questa breve guida.

Che cos’è il BDSM?

“BDSM” non è altro che la fusione di tre diversi acronimi, ovvero Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo: terminologia diffusa negli USA a partire dalla metà degli anni ’80.
Questa sigla dunque rimanda, in un’unica espressione, svariate inclinazioni erotiche e sessuali che hanno alla base la dinamica della dominazione e sottomissione. Ciò non sta a significare che nella pratica l’evoluzione delle dinamiche sono le stesse, ma nella realtà si differenziano di molto a seconda dei casi. Associata alla sigla BDSM ritroviamo anche solo BD o SM; questo per sottolineare una differenza fondamentale tra Bondage-Dominazione e Sadismo-Masochismo. Nel primo caso la dominazione ruota intorno al controllo del piacere del partner, nel secondo caso, nella dimensione sadomasochistica, la dominazione dell’altro si manifesta mediante il controllo del dolore del partner.

Quanto è diffuso il BDSM?

Quanto sono diffuse le attenzioni e le pratiche del BDSM? Si tratta di pratiche erotiche rare o addirittura atipiche? Quanti individui possono aver sperimentato nella propria vita sessuale queste prassi particolari?
Le attività legate alla pratica del BDSM sono sempre state al centro dell’immaginario collettivo: hanno stuzzicato l’appetito erotico e sessuale di uomini e donne. Inizialmente le pratiche BDSM sono state per lungo tempo codificate, in ambito psicologico e psichiatrico, come interessi sessuali atipici e inusuali: per secoli è stato davvero difficile ricavare dei dati che effettivamente indicassero che tali pratiche e interessi fossero piuttosto diffusi nella popolazione generale.

Oggi per fortuna non è così. Anche se sono pochissimi gli studi epidemiologici, questi dimostrano il contrario e offrono una panoramica complessiva di come il contatto erotico e sessuale è effettivamente cambiato, sia nella prassi che nell’approcciarsi all’argomento stesso. Gli studi esplorano quanto le pratiche BDSM rientrino nelle esperienze sessuali di tutti, sia all’interno della coppia, come abitudine sessuale individuale o semplicemente come conoscenza diretta di qualcosa di diverso dal solito sesso.

I risultati degli studi mettono effettivamente in evidenza che uomini e donne riferiscono di aver legato il proprio partner o di essere stati legati durante il sesso, di aver messo in pratica un gioco sessuale come frustare o essere stati frustati, infine una buona parte dei partecipanti all’indagine dichiara di aver partecipato o di voler partecipare a un BDSM party. Quello che questi studi vogliono rilevare è che nella realtà la percentuale di persone che vorrebbero esprimere interesse per queste attività, sebbene senza averle mai provate, è di gran lunga maggiore rispetto all’opinione comune.

Un altro aspetto fondamentale si riferisce al dato che questi numeri, rilevati in larga scala in campioni rappresentativi della popolazione, lasciano che ci si riferisce a comportamenti, interessi e procedure erotiche e sessuali neanche vagamente rari, inusuali o atipici. Le ricerche di settore mettono in luce che se da un lato la diffusione del fenomeno resta per certi versi sottostimato, dall’altro lato è sorprendente comprendere come il BDSM non è più una pratica particolare e ristretta di pochi, ma rientra a pieno titolo nella propria e personale percezione erotica e sessuale, a volte l’accompagna ma a volte (o spesso) la sostituisce.

BDSM: accordi tra consenso, condivisione e pratiche

Il BDSM è un gioco, una sfumatura della pratica erotica di ognuno. I comportamenti all’interno di questo particolare gioco riguardano per lo più simulazioni con ruoli e regole ben precisi. Tutti i giochi erotici di sottomissione si basano su un elemento molto semplice: uno dei partner si mette completamente a disposizione dell’altro assicurandosi di accettare e apprezzare tutto ciò che accadrà; l’altro partner, invece, si prende la responsabilità di controllare la situazione e stabilire quali sensazioni ed emozioni proveranno entrambi durante il gioco.
In altre parole, oltre a condividere il piacere, si crea una vera e propria relazione nella quale uno dei due mette completamente la propria vita nelle mani dell’altro e acconsente di esperire, in taluni casi senza possibilità di fuga, situazioni psicologiche e sensoriali altamente estreme.

Nel BDSM, dunque, viene posta estrema attenzione al tema del “consenso tra partner”. Contrariamente a quello che si crede, in queste particolari pratiche, vi è un profondo rispetto tra i partner e le regole definite a priori proteggono gli individui da possibili pericoli, poiché basate sull’osservanza, sull’equilibrio, sull’educazione, sul piacere e sul divertimento. Il rispetto, la condivisione e la consensualità sono elementi essenziali nelle pratiche del BDSM, che seguono i principi basi del SSC e RACK, pilastri fondanti una coscienza dell’erotismo estremo.
L’acronimo SSC sta per “Sano, Sicuro e Consensuale”. Per sano si intende evitare qualsiasi danno psicologico o fisico al partner. È quindi di fondamentale importanza conoscere gli elementi della fisiologia di base ma in particolare del gioco erotico estremo e sicuro. Per queste ragioni è imprescindibile per chi si approccia al mondo del BSDM farsi “iniziare” e dunque rinvolgersi a chi lo conosce e lo pratica in modo professionale.

Per evitare e prevenire ogni rischio mediante la conoscenza di sé e del partner, è opportuno avere chiaro l’ambiente e il contesto di gioco, gli strumenti e le tecniche, che sono fattori essenziali del concetto di sicuro. Rientrano in questo aspetto tutte le capacità di affrontare le emergenze e le capacità di esercitare un autocontrollo.

Infine, il concetto di consensuale riguarda anche la conoscenza profonda dei desideri, dei limiti personali e del partner. La negoziazione dei limiti, oltre a essere un aspetto di base in questi tipi di pratiche, comporta benefici non solo per il sottomesso, in quanto più esposto a eventuali rischi, ma anche per il dominante, il quale ha tutto il diritto di rinunciare a eseguire pratiche che in quel momento non desidera attuare. È possibile adottare una “safeword”, ovvero parola di sicurezza.

Nel momento in cui uno dei partner vi ricorre, qualsiasi pratica in corso viene istantaneamente interrotta senza alcune problema; tra i partner esiste la regole del “hurt, not harm”, ovvero infliggi sofferenza, non danni.

Nella pratica del BDSM si ricorre spesso al secondo principio RACK, “Risk-Aware Consensual Kink”, tradotto “giochino erotico con rischi di cui si è informati”. Questo principio si oppone a quello del SSC, in quanto le esperienze stesse del BDSM possono provocare sofferenza e dolore reale al partner. In questo caso, la stessa safeword ha un valore diverso, che dipende dal buonsenso e della complicità tra sottomesso e dominate. Entrambi, infatti, vogliono esplorare una certa condizione in cui le sensazioni che ne deriveranno consentiranno loro di giungere al più alto livello di complicità, grazie alla collaborazione reciproca.

Indipendentemente dal tipo di accordo, quale sia un eventuale problema, i partner sopprimono la fonte del disagio, ragionando sul modo migliore per evitare che si ripresenti e in piena tranquillità scegliere se riprendere o meno ciò che si sta facendo, nell’ottica della completa collaborazione per concedere a entrambi la migliore esperienza concepibile.

Poiché la fantasia non ha confini, le attività nel BDSM possono prendere centinaia di forme differenti che spaziano da sottili giochi mentali a stimolazioni intense che non escludono il dolore. Pertanto è quasi impossibile entrare nel dettaglio di ognuna di queste prassi erotiche. Nell’immenso glossario delle pratiche è possibile però identificare tre grosse categorie, utili per chi si approccia per la prima volta a questo mondo.
Nella prima categoria rientrano tutte quelle attività che possono essere adatte a tutti, semplicemente per aggiungere un pò di vitalità al rapporto di coppia. Nella seconda si ritrovano pratiche già più complesse e adatte a chi seriamente è interessato al BDSM. Nell’ultima categoria rientrano tutte quelle prassi che sono messe in atto con professionalità poiché più contorte e rischiose.

Come trovare una partner ideale per il BDSM?

Nonostante il BDSM sia una fantasia e una pratica sessuale che sta prendendo sempre più piede, non è facile trovare la giusta partner con la quale condividere questa esperienze. Un ottimo modo per cercare donne interessate alla dominazione è senza dubbio quello di rivolgersi ai siti internet specializzati, all’interno dei quali è presente la categoria degli annunci mistress. Questi annunci, solitamente, sono divisi per regione e provincia, spesso anche solo per città quando si tratta di grandi città.